AMBIENTE. CAPOZZI (M5S): A SAN GIORGIO DI NOGARO L'INCENERITORE AVANZA
(ACON) Trieste, 27 lug - "Il Friuli Venezia Giulia non può e
non deve diventare la destinazione finale dei rifiuti delle altre
regioni italiane e, tantomeno, di quelli provenienti
dall'estero". È il pensiero espresso in una nota dalla
consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle).
L'esponente pentastellata fa inoltre sapere che "la società
Hafner Energy from Waste ha presentato, proprio quest'oggi, una
proposta di partenariato pubblico-privato relativa alla
realizzazione e alla gestione dell'Energy Park Hafner. Parliamo
dell'area industriale Aussa Corno nel Comune di San Giorgio di
Nogaro, su spazi di proprietà del Consorzio di sviluppo economico
per l'Area del Friuli (Cosef)".
"La proposta, trasmessa a Consorzio per l'Acquedotto del Friuli
Centrale (Cafc), A&T 2000, Nuove Ecologia e Territorio (Net Spa)
e Isontina Ambiente, riguarda un investimento complessivo -
aggiunge ancora Capozzi - stimato in circa un miliardo di euro,
sostenuto da capitali privati, per la realizzazione di un
impianto destinato al recupero energetico di rifiuti urbani
residui, rifiuti industriali, speciali non pericolosi e fanghi.
Una struttura forte di una capacità massima di trattamento fino a
circa 500mila tonnellate annue".
"Le scorse settimane, durante i lavori degli organi
dell'Assemblea legislativa incentrati sulla manovra di
assestamento di bilancio, siamo stati gli unici - sottolinea la
consigliera - a presentare emendamenti su questa partita. Nessuna
nostra proposta è stata tuttavia approvata in aula, ma la Giunta
regionale ha comunque accolto un nostro ordine del giorno per
valutare quanto da noi proposto. L'unica speranza, a questo
punto, è che eventuali modifiche possano intervenire prima che
venga avviato l'iter autorizzativo per questo inceneritore".
"In attesa di poter leggere la documentazione inviata alle
società partecipate, individuate quali possibili partner del
socio privato, continuiamo a ribadire - prosegue la
rappresentante del M5S - che non può esistere alcun interesse
pubblico nella realizzazione di un impianto che vuol trattare
fino a 500mila tonnellate di rifiuti. Poco meno di quello in
costruzione a Roma che, però, di abitanti ne ha più di 2,7
milioni, ai quali aggiungere ovviamente anche i turisti ospiti".
"Nella provincia di Udine, che conta circa 500mila abitanti, la
raccolta dei rifiuti è gestita da due società: A&T 2000 e Net Spa
che - dettaglia Capozzi - inviano agli inceneritori
rispettivamente 13,5mila tonnellate la prima e 21mila la seconda.
Di queste tonnellate, 20mila vengono già trattate in regione, a
Trieste. Inoltre, volendo considerare anche Isontina Ambiente,
che gestisce i rifiuti della provincia di Gorizia, la stessa
invia a incenerire rifiuti al solo impianto triestino".
"Sommando le esigenze reali delle tre società, quindi, si
otterrebbe la cifra di circa 60mila tonnellate di rifiuti da
incenerire in un anno, 45mila delle quali già trattate in
regione. Si sta poco a comprendere che le restanti 449mila
tonnellate giungeranno da fuori Fvg. Quale sarebbe, perciò - si
chiede in chiusura la consigliera - l'interesse della nostra
comunità regionale nel veder transitare una cinquantina di Tir al
giorno sulle proprie strade, respirando i fumi che emetterà
l'impianto?".
ACON/COM/aa